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Chi sono

quando l'elettronica è una passione

chi è Michele?

Qui troverete un po' di informazioni su di me, per farvi capire meglio da dove vengono le idee ed i progetti che potete trovare sulle pagine del mio sito.

La genesi

è iniziato tutto così

Dopo essere nato sotto il segno dei Pesci nel lontano 1972, sopraffatto dalla mia insaziabile curiosità, quando avevo circa otto anni, ho iniziato a trafficare con fili, forbici e cacciaviti di mio padre elettricista ed ho imparato, giocando, a divertirmi con l'elettricità.

Ho iniziato realizzando un punto luce con un interruttore, passando poi al deviatore, all'invertitore, al relè. E' stato poi tutto un crescendo: smontavo ogni genere di elettrodomestico ritirato dai clienti di mio padre: autoradio, impianti stereo colpiti da un fulmine, televisori da pensionare, radio giapponesi senza vita, lavatrici di amici e parenti. Ho così scoperto le mille meraviglie e gli enigmi di questi apparecchi e mi sono appassionato sempre più alla tecnologia.

A undici anni, ho comprato il mio primo numero di Nuova Elettronica e da allora non ho più smesso di costruire, creare, saldare. A dodici anni sono passato al Commodore 64, ho scoperto il Basic e l'assembler... mi divertivo tantissimo a programmare la mia creatura tecnologica e questa associazione tecnologia=divertimento è rimasta ancora oggi dentro di me.

Dopo l'esame di terza media, sostenuto grazie ad un mio programma di grafica realizzato in Basic e fatto girare su un fantastico Commodore SX-64, mi sono iscritto all'allora I.T.I.S. N. Copernico di Ferrara per poter studiare qualcosa che mi interessasse veramente.

Intanto, arrivavano i tempi del Commodore 128D, delll'Amiga 500 e mentre studiavo, continuavo comunque a creare circuiti sempre più complessi, anche pilotati dal mitico Amiga. Ho iniziato a realizzare i miei circuiti stampati con i primi C.A.D. disponibili per Amiga... che, ahimè, funzionavano solo in modalità interlacciata ad alta risoluzione. Questo, nel 1988, significava dover sta per ore davanti ad un monitor a tubo catodico allegramente sfarfallante.

Dopo essermi presentato in commissione di maturità con un prototipo di plotter/fresa/scanner tridimensionale "a carro-ponte" a tracolla e strappando un diploma a pieni voti, per vari motivi non ho intrapreso la carriera universitaria, ma ho iniziato a lavorare in un ufficio commerciale, realizzando alcuni piccoli programmi gestionali per l'azienda in cui lavoravo.

Nel 2005...

ed è proseguito così

Dopo quell'esperienza ho imboccato un'altra strada, completamente diversa, che mi trovo a percorrere ancora oggi e della quale sono abbastanza soddisfatto, che mi ha portato a maturare, ad allargare i miei orizzonti ed a frequentare città e persone che altrimenti non avrei mai conosciuto.

La mia grande passione per l'elettronica è però sempre viva e continuo a migliorare la mia conoscenza della materia, studiando, realizzando circuiti, imparando nuove tecniche di programmazione e di progettazione. Purtroppo il tempo libero non basta mai e spesso i progetti si rincorrono e si sovrappongono.

In una lontana giornata del 1998, su suggerimento di una persona molto cara, complice un pizzico di follia, una scommessa personale, un'apparizione divina, una cena pesante o non so cosa, mi iscrissi alla Facoltà di Ingegneria Elettronica dell'Università di Trieste. Tutte le maiuscole danno forse il senso della maestosa incoscienza di quel gesto insano, assolutamente folle.

Dopo essermi trasferito, per motivi di lavoro, all'Università di Bologna, dove ho portato a termine quasi il 50% del percorso universitario, ho preso una decisione saggia e valutata con attenzione: stop. Lavorare a tempo pieno facendo il pendolare, coltivando passioni, interessi, amici e famiglia, non mi permette di portare avanti lo studio.

Non so se un giorno riprenderò gli studi, sicuramente ho capito che il problema è solo nel tempo disponibile e nella follia dell'organizzazione universitaria italiana, che non tutela gli studenti lavoratori, che ha programmi di studio ridondanti ed arretrati (tre esami per conoscere i Mos e mai uno visto dal vivo), con riforme su riforme che si sovrappongono e trasformano esami già superati in esami da rifare, che cambiano la valenza di una materia da un'università all'altra, tanto per citare qualche piccolo problemino del nostro sistema universitario.

Il tempo liberato dagli impegni universitari l'ho però impiegato per portare avanti alcuni progetti e, in attesa degli sviluppi che verranno, continuo a progettare, realizzare, costruire. Io mi diverto, e voi?

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